La storia è ambientata a Siracusa, nell'anno 1924, ovvero
poco tempo dopo il delitto Matteotti. Alessio Mainardi è uno studente liceale che
s'innamora di una compagna di scuola: Giovanna, ma il suo amore non è
ricambiato; dopo alcuni comportamenti di sfida nei confronti dei professori,
Alessio viene espulso dall'istituto scolastico, e ne approfitta per fare una
breve visita alla casa dei genitori, nell'entroterra siciliano; quindi torna
nella città di residenza, dove si rende conto che molte cose, nel frattempo,
sono cambiate.
Ispirato al romanzo omonimo di Elio Vittorini, questo
film mi sembra un po' troppo lento e, in diverse circostanze, anche poco
esplicabile. La scena migliore ed anche fortemente simbolica, è senz'altro
quella finale, in cui dei giovani studenti che si trovano in una piazza, smontano
una pistola caduta dalla tasca di uno squadrista e poi si salutano col pugno alzato. Non se la cava male il giovane Miguel Bosé nel ruolo del protagonista,
anche se a volte dà l'impressione di essere troppo inespressivo ed
eccessivamente imbambolato; buona la recitazione di Elsa Martinelli e
piacevole, seppure fugace, la presenza di Marina Berti. Il regista, ovvero
Luigi Faccini, riesce a rievocare in modo egregio il periodo storico della
vicenda, come farà ancora in un altro film di quattro anni dopo: Nella città perduta di Sarzana. Non convenzionale
la scelta di affidare la colonna sonora al Banco del Mutuo Soccorso, le cui
musiche si dimostrano adeguate alle varie scene cruciali del film.
Titolo: Garofano rosso
Nazione: Italia
Anno: 1976
Genere: Drammatico
Regia: Luigi Faccini
Cast: Miguel Bosé, Elsa Martinelli, Denis Karvil, Marina
Berti, Carlo Cabrini, Maria Monti, Giuseppe Atanasio, Marisa Mantovani,
Giovanni Rosselli, Giovanna Di Bernardo, Alberto Cracco, Isa Barzizza.
Durata: 113 minuti.
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