In un mattino
nebbioso di novembre, a due passi da una città della Svizzera viene trovato il
cadavere di un poliziotto. Si scoprirà che l'uomo è stato vittima di un
omicidio, e che intorno all'atto criminoso gravitano due personaggi: un
commissario di polizia e un trafficante d'armi, che si conobbero trent'anni
prima. Non è un film eccezionale, ma possiede dei pregi. Si rifà ad un famoso
romanzo: Il giudice e il suo boia di Friedrich
Dürrenmatt. Alcune peculiarità della pellicola risultano piuttosto curiose:
Donald Sutherland fa una piccola parte, e lo si vede già morto all'inizio del
film o in qualche foto; il protagonista principale è il regista Martin Ritt,
che diresse lungometraggi indimenticabili come Nel fango della periferia e Norma
Rae; qui, nei panni di un commissario, non sfigura affatto. Altra
particolarità del film è la regia di Maximilian Schell: decisamente più famoso
come attore, che pure se la cava nella insolita veste di direttore. Belle e
malinconiche le musiche di Ennio Morricone; suggestivi i paesaggi elvetici,
quasi sempre avvolti nella nebbia novembrina.
Titolo: Assassinio sul ponte
Nazione: Germania
Anno: 1975
Genere: Giallo
Regia: Maximilian Schell
Cast: Martin Ritt, John Voight, Jaqueline Bisset, Robert Shaw, Gabriele
Ferzetti, Friedrich Dürrenmatt, Willy Huegli, Wieland Liebske, Rita Calderoni,
Donald Sutherland.
Durata: 98 minuti.
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