venerdì 1 luglio 2022

"Trilogia del terrore" di Dan Curtis

 

Sono tre episodi. Nel primo, una professoressa apparentemente tutta d'un pezzo, cade nella trappola tesagli da uno studente; nel secondo episodio, due sorelle completamente diverse si contrastano fino alla morte; nel terzo, una donna torna a casa con un regalo per il suo fidanzato che compie gli anni: un pupazzo estremamente brutto che raffigura un cacciatore preistorico e che, come è scritto su un foglio, potrebbe tornare a vivere.

Nato come prodotto televisivo, Trilogy of terror è diventato, col tempo un cult movie. Sinceramente non ne comprendo il motivo, visto che il primo episodio può anche salvarsi, ma il secondo risulta scontato fin dall'inizio, e il terzo è semplicemente ridicolo, col pupazzo che si anima e, assetato di sangue attacca furiosamente la povera donna, la quale, alla fine, si ritroverà posseduta dall'anima sanguinaria del cacciatore. Comunque è senz'altro brava Karen Black, protagonista femminile in tutti e tre gli episodi citati. Infine un aneddoto: ricordo che questo film fu trasmesso dalla Rai in prima serata nella seconda metà degli anni '70; poiché l'annunciatrice disse che la visione era consigliata ad un pubblico adulto, i miei non mi permisero di vederlo e mi costrinsero ad andare nella mia camera. Ridicolo anche questo: il film non possiede nulla di terrificante.

 

Titolo: Trilogia del terrore

Nazione: Stati Uniti

Anno: 1975

Genere: Horror

Regia: Dan Curtis

Cast: Karen Black, Robert Burton, John Karlen, George Gaynes, Jim Storm, Kathryn Reynolds, Gregory Harrison, Tracy Curtis, Orin Cannon

Durata: 72 minuti.

martedì 28 giugno 2022

"La cuccagna" di Luciano Salce

 

La cuccagna è un film italiano del 1962; il regista, Luciano Salce, in quel preciso periodo si dimostrò un ottimo cineasta, dirigendo vari film riconducibili al genere che fu poi denominato "commedia all'italiana". Questo, forse, vi appartiene in minor misura, viste certe situazioni che non possono essere considerate drammatiche, ma, piuttosto, miserevoli. E' la storia di una bella ragazza che vive Roma, e che vuole a tutti i costi entrare nel mondo del lavoro; negli anni del boom economico, la cosa sembrerebbe facile, o, per lo meno, non impossibile; ma una serie di incontri sbagliati, fanno sì che la ragazza si ritrovi senza un lavoro e, oltretutto, senza una casa perché cacciata dal padre. Il film vuole essere una forte critica alla società italiana di quel periodo, in cui lo sviluppo economico sembrava poter risolvere tutti i problemi della nazione, e invece li aumentava, perché coi suoi meccanismi diabolici dava modo di arricchirsi a individui senza scrupoli, disonesti e affamati di denaro; così la giovane si ritrova coinvolta in una serie di avventure infime, insieme a persone squallide, losche, pronte a soddisfare i propri piaceri a qualunque costo o ad ingannare la povera sprovveduta e inesperta senza alcuna pietà. Alla fine comprenderà che il solo modo per fare dei soldi è quello di scendere a insopportabili compromessi, come l'accettare le avances di alcuni vecchi e ricchi marpioni e, di conseguenza, prostituirsi. L'unico incontro che risulterà positivo per la ragazza, sarà quello, del tutto casuale, con un giovane povero e dalle idee strane; da lui si rifugerà nel momento di maggiore difficoltà. I due penseranno al suicidio, ma alla fine vi rinunceranno, tentando di prendere la vita per quella che è. Questo film in parte anticipa la tematica di Io la conoscevo bene: opera cinematografica importante di Antonio Pietrangeli uscita tre anni dopo, in cui si ripropone la vicenda di una ragazza inghiottita dalla "città tentacolare". Protagonista del film è Donatella Turri, un'attrice che, non so bene il motivo, dopo quest'opera cinematografica si è quasi persa, ritirandosi dalle scene poco tempo dopo; eppure mi sembra che abbia interpretato il ruolo affidatogli in maniera egregia. La stessa cosa non può dirsi per Luigi Tenco, altro attore presente nel film, che, con la sua recitazione nervosa e un po' impacciata, dimostrò di non essere nato per fare l'attore. Però fa comunque piacere vederlo, anche in un film in cui non brilla, perché è stato un cantante ed un personaggio indimenticabile. A proposito di Tenco, sembra quasi incredibile che, ad un certo punto della vicenda, il cantautore si ritrovi ad interpretare un personaggio che intende suicidarsi. Bella la colonna sonora di Ennio Morricone, grazie alla quale, Tenco pubblicò nello stesso anno in cui uscì il film, un disco a 45 giri con due brani musicali nati dalla collaborazione tra Morricone e Salce. 

 

Titolo: La cuccagna

Nazione: Italia

Anno: 1962

Genere: Commedia

Regia: Luciano Salce

Cast: Donatella Turri, Luigi Tenco, Umberto D'Orsi, Anna Baj, Liù Bosisio, Gianni Dei, Piero Gerlini,Fernando Cerulli, Ivy Holzer, Emilio Barrella

Durata: 108 minuti.

sabato 25 giugno 2022

"La parola amore esiste" di Mimmo Calopresti

 

Angela è una donna di trent'anni che vive da sola in un appartamento di Roma. Vorrebbe lavorare pur non avendone bisogno (proviene da una famiglia benestante) e vorrebbe anche avere un compagno, ma è frenata e ossessionata da una serie di elementi insignificanti e di dettagli, riguardanti i colori e i numeri, che gli complicano in modo serio le relazioni col prossimo. Decide di sottoporsi ad alcune sedute psicoanalitiche, ma la cosa non l'aiuta più di tanto. Un giorno nota, uscendo dallo studio dello psicologo, che nello stesso palazzo risiede anche Marco Recanati, un uomo interessante; costui ha circa quarant'anni, è separato, ha una figlia adolescente e vive dando lezioni di violoncello. Angela inizia a inserire nella posta dell'uomo, una serie di bigliettini con i testi di brevi poesie giapponesi. Marco, non avendo la minima idea sulla provenienza dei biglietti, pensa che possano essere opera di una sua allieva. Quindi, Angela decide di fare un passo avanti... 

Bel film, che parla di problemi più o meno risolvibili, dovuti ad una personalità molto particolare ed estremamente sensibile. Il finale non da nessuna certezza, ma lascia qualche speranza. Direi ottima per la parte che ricopre è la recitazione di Valeria Bruni Tedeschi; ancora una volta all'altezza è Fabrizio Bentivoglio nel ruolo dell'insegnante di violoncello; parti minori che lasciano il segno anche per Marina Confalone e Gérard Depardieu. Calopresti, sebbene ancora giovane, qui si dimostra grande regista, capace di trattare un argomento non facile con delicatezza e massimo rispetto.

 

Titolo: La parola amore esiste

Nazione: Italia

Anno: 1998

Genere: Drammatico

Regia: Mimmo Calopresti

Cast: Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Bentivoglio, Marina Confalone, Valeria Milillo, Gérard Depardieu, Daria Nicolodi, Giovanna Giuliani, Massimo Bonetti, Roberto Di Francesco.

Durata: 87 minuti.

 

sabato 24 luglio 2021

"I gabbiani volano basso" di Giorgio Cristallini

 

Tra i film che ho visto con l'attore Maurizio Merli come protagonista, ritengo che questo sia il migliore. La vicenda è incentrata su un uomo americano che, a causa di errori fatali commessi in patria e in Italia, si ritrova ricattato da un imprenditore disonesto e senza scrupoli, il quale gli commissiona un omicidio di una persona scomoda, promettendogli una protezione e un ritorno sicuro al paese di nascita con una nuova identità. Da qui la serie di avventure e disavventure del povero killer, che, tra un colpo di scena ed un altro, fa la conoscenza di una donna francese di mezz'età, affascinante e nubile, che lo aiuta e della quale s'innamora. Si tratta di un thriller italiano senza troppe pretese, che a volte sfocia nel drammatico; si guarda volentieri, malgrado certi personaggi e determinate situazioni risultino improbabili; oltre al protagonista Merli, fanno un'egregia figura anche gli altri interpreti: Mel Ferrer, Franco Garofalo e due bellezze dell'epoca: Nathalie Delon e Dagmar Lassander; la direzione è di Giorgio Cristallini, che fu anche sceneggiatore e aiutante di vari registi; questa penso sia la sua migliore pellicola. Il titolo del film lo si deve ad una scena in cui l'americano e la donna francese, durante un viaggio in traghetto verso l'isola di Ponza, notano dei gabbiani che si tuffano in acqua per procurarsi il cibo; da qui nascono una serie di considerazioni sulla vita e la società, per nulla banali.

 

Titolo: I gabbiani volano basso

Nazione: Italia

Anno: 1977

Genere: Thriller

Regia: Giorgio Cristallini

Cast: Maurizio Merli, Nathalie Delon, Mel Ferrer, Dagmar Lassander, Franco Garofalo, Orlando Urdaneta.

Citazioni:

«Come gli somigliamo».

«A chi?» 

«Ai gabbiani: cercano la felicità nel boccone migliore che si contendono giorno per giorno, tra i rifiuti che trovano in mare».

«C'è una vecchia canzone francese che dice: "Ne tue pas les goelands": Non uccidere i gabbiani».

«Già, non uccidere i gabbiani; come dire non violentare i deboli. Sono sempre loro: gli intoccabili, i potenti, le aquile, i rapaci, a condizionare la nostra vita». 

domenica 11 ottobre 2020

"Unico indizio: una sciarpa gialla" di René Clement

 Seppure raramente, mi succede ancora di riscoprire vecchi film che non avevo mai visto, film del tutto obliati e poco considerati anche dalla critica cinematografica; è il caso di Unico indizio: una sciarpa gialla: film francese del 1971, che vede come protagonista una formidabile Faye Dunaway. Già dalle prime immagini sono rimasto colpito per un'atmosfera malinconica sapientemente creata, grazie alla splendida colonna sonora di Gilbert Becaud e al paesaggio fluviale, brumoso e autunnale di un fine pomeriggio parigino, dove appare in primo piano un'imbarcazione in cui si trova l'attrice protagonista del film; la donna, che si trova lì con un bambino (suo figlio) al ritorno da un'imprevista passeggiata, ad un tratto assume un'espressione all'apparenza imbambolata, quasi persa dentro se stessa, che è poi il tema principale della vicenda di questa bellissima pellicola. E proprio questa donna che - sempre all'apparenza - sembra un po' svanita o addirittura pazza, riesce a dipanare la misteriosa matassa che nascondeva i modi e motivi per i quali i suoi due piccoli figli erano stati improvvisamente rapiti. Sono bravi un po' tutti gli interpreti di questo film (perfino i bambini), a partire dalla già citata Dunaway, per proseguire con il serioso e disperato compagno di lei, interpretato da Frank Langella, alla dolce e subdola Cynthia, amica della protagonista (Barbara Parkins), e infine al duro e perspicace commissario, nei cui panni compare l'attore francese Raymond Gérome. Infine è senz'altro da lodare la sapiente regia, affidata al grande René Clement, che non ha bisogno di parole aggiuntive.

 

Titolo: Unico indizio: una sciarpa gialla

Nazione: Francia

Anno: 1971

Genere: Giallo

Regia: René Clement

Cast: Faye Dunaway, Frank Langella, Barbara Parkins, Raymond Gérome, Karen Blanguernon.

 

martedì 18 febbraio 2020

"Masquerade" di Joseph L. Mankiewicz


È un film dalla struttura piuttosto complessa, che si basa su due commedie teatrali ed un romanzo; la direzione è di Joseph L. Mankiewicz - regista di ottime opere cinematografiche come Giulio Cesare e Improvvisamente l'estate scorsa - ; è ambientato a Venezia, sebbene la città lagunare si veda pochissimo. La storia nasce da un ipotetico scherzo tramato da un ricchissimo uomo ultracinquantenne, che, facendo credere di essere in punto di morte, invita nella sua casa le tre donne più importanti della sua avventurosa vita, illudendole di lasciargli una cospicua parte dell'eredità. Durante il film, verranno fuori verità occulte, vi saranno degli imprevedibili omicidi e diverranno protagonisti della vicenda personaggi all'apparenza insignificanti. Tutto sommato è un bel film, a metà tra il giallo e la commedia, forse troppo lungo, malgrado non vi siano tempi morti e la storia scorra in modo piacevole. Calato perfettamente nel ruolo dell'uomo ricco e stravagante è Rex Harrison; bravi anche Cliff Robertson e Maggie Smith; si fa notare la presenza della modella Capucine: una bellezza fredda e aristocratica, ben inserita nel ruolo di una nobildonna; notevole anche la recitazione di Adolfo Celi che fa la parte del commissario.



Titolo: Masquerade
Nazione: Stati Uniti
Anno: 1967
Genere: Giallo/Commedia
Regia: Joseph L. Mankiewicz
Cast: Rex Harrison, Cliff Robertson, Maggie Smith, Susan Hayward, Capucine, Edie Adams, Adolfo Celi.
Durata: 125 minuti.

CITAZIONE
La gente ha così poco rispetto per il tempo (la gente da poco); come per tutto il resto sceglie il "di più" non il "meglio": perfino per il tempo. Spera di vivere cento lunghi, miserabili anni e si sente ingannata se ne vive solo cinquanta dei migliori. La quantità sì, la qualità no. Venezia è piccola e preziosa; Los Angeles gigantesca e opprimente... e con questo? eppure la preferiscono quasi tutti.

sabato 29 giugno 2019

"La saggezza nel sangue" di John Huston


Un ragazzo torna, dopo aver svolto il servizio di leva, nel suo piccolo villaggio nativo, ma scopre con sorpresa che la sua vecchia casa è in stato di profondo abbandono, e che gli abitanti del luogo se ne sono andati via quasi tutti, attratti dalla vita in città. Anche lui, allora, decide di trasferirsi in una città vicina, dove pensa di fare "cose mai fatte in precedenza". In realtà, anche a causa della sua fragilità mentale - forse dovuta ad un trauma causatogli dalla vita militare - il ragazzo si perde in vicende e personaggi di uno squallore inaudito, e finisce vittima del luogo dove sperava di trovare chissà cosa.
E' un film poco conosciuto di John Huston, e ciò mi dispiace, perché è anche uno dei suoi migliori. La storia, che prende spunto dal romanzo di Flannery O'Connor, racconta quel mondo cittadino fatto di emarginazione e indifferenza, dove vivono personaggi non proprio sani mentalmente, deboli, soli e alla ricerca disperata di qualche anima che li possa comprendere ed aiutare. Il ragazzo arriva nelle classiche vesti del predicatore, pur affermando di non esserlo, e finisce per proclamare un credo da lui inventato, di un  quanto mai strampalato "Gesù senza Cristo". I tre principali personaggi che gli si avvicinano e con cui dialoga, sono degli emarginati come lui; durante la vicenda nascono tutta una serie di discussioni, equivoci e controversie (con episodi comici al limite dell'esilarante) che causano la graduale caduta del ragazzo verso un abisso senza fondo che lo travolgerà, e proprio lui che dichiarava di essere senza peccato, soccomberà a causa di atroci torture auto-inflittesi in nome di una redenzione incomprensibile. Un plauso particolare va all' attore protagonista Brad Dourif - che si era già fatto notare nell'indimenticabile Qualcuno volò sul nido del cuculo - e all'attrice Amy Wright.   



Titolo: La saggezza nel sangue
Nazione: Stati Uniti
Anno: 1979
Genere: Drammatico
Regia: John Huston
Cast: Brad Dourif, Don Shor, Amy Wright, Harry Dean Stanton, Mary Nell Santacroce, John Huston, Ned Beatty, William Hickey
Durata: 106 minuti.