lunedì 16 giugno 2025

"Seberg - Nel mirino" di Benedict Andrews

 Dell'attrice statunitense Jean Seberg (1938-1979), fino a ieri sapevo ben poco. Me la ricordavo e tutt'ora me la ricordo per due film in particolare: Buongiorno tristezza di Otto Preminger, e Questa specie d'amore di Alberto Bevilacqua. Nulla sapevo della sua tormentata vita, delle sue scelte coraggiose e della sua precoce morte. Tutti questi particolari ed altri ancora, vengono ben narrati nel film intitolato Seberg- Nel mirino (2019), diretto da Benedict Andrews; io ho avuto l'opportunità di vederlo recentemente, e devo dire che la vicenda personale di questa sfortunata attrice (qui interpretata da Kristen Stewart) mi ha sorpreso. Fu in particolare una scelta - del tutto libera e perfino encomiabile - a farla diventare un bersaglio del governo statunitense e dell'FBI: quella di finanziare tramite donazioni in denaro, il gruppo delle "Pantere Nere", che nella seconda metà degli anni '60 del XX secolo si battè per contrastare il razzismo verso i neri d'America. La Seberg, non appena divenne noto a tutti il suo schieramento a favore di questa organizzazione, fu spiata prima e screditata poi tramite articoli denigratori usciti in alcuni tra i più importanti quotidiani degli Stati Uniti. La sua carriera cinematografica, così come la sua vita privata, subirono delle ripercussioni gravissime. Pur continuando a lavorare saltuariamente, la donna non si riprese più, ed a soli quarant'anni morì: fu ritrovata nella sua auto dopo dieci giorni dalla segnalazione della sua scomparsa, e probabilmente si suicidò. Ciò che accadde a Jean Seberg fa riflettere; parlando di libertà, si portano spesso ad esempio gli Stati Uniti d'America, ma tantissimi fatti di cronaca che attraversano l'intero secolo scorso e il primo quarto dell'attuale, mettono fortemente in dubbio che l'America sia un paese veramente libero. 

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