Valerio Zurlini (Bologna 1926 - Verona 1982) è stato uno dei migliori cineasti di sempre; malgrado abbia realizzato pochi lungometraggi, e malgrado non abbia ricevuto premi in abbondanza né riconoscimenti, a mio avviso va considerato alla stessa stregua di tanti registi forse troppo celebrati, in Italia e all'estero. Come già affermato, la filmografia di Zurlini non vanta molti titoli; tra i pochi - tutti di valore - ne spiccano tre: Estate violenta (1959), Cronaca familiare (1962) e La prima notte di quiete (1972). Del primo film vorrei brevemente parlare, che uscì nel 1959 e vide il debutto in un'opera cinematografica tutta italiana, del giovanissimo e talentuosissimo attore francese Jean-Louis Trintignant. La storia narrata nella pellicola, è quella di un'amore insolito, tra una donna matura di nome Roberta (interpretata da Eleonora Rossi Drago), e Carlo: un giovanissimo studente nei cui panni c'è, per l'appunto, Trintignant; la passione nasce casualmente, durante una vacanza balneare in una cittadina romagnola; il periodo in cui la vicenda si dipana, è quello della 2° Guerra Mondiale. Ciò che mi ha colpito di più, in questo film di Zurlini, è la capacità di descrivere psicologicamente i personaggi principali, di mettere in risalto la forte passionalità della donna, che vede l'attrice Eleonora Rossi Drago nel momento più alto della sua carriera cinematografica. Altrettanto profonda e impulsiva è la personalità del ragazzo, che dimostra di essere ben più maturo - almeno a livello mentale - dell'età che ha. I due, che si amano intensamente, decidono di iniziare e di proseguire una relazione avversata da mille difficoltà, comprese quelle della tragica situazione storica in cui si trovano direttamente coinvolti. Un fatto imprevisto li costringe a fuggire dal luogo in cui si sono incontrati, e quindi si mettono in viaggio senza ben sapere dove approderanno; ma un altro fatto, tremendamente violento, li costringe a fermarsi, e quindi a separarsi definitivamente. Da ricordare è anche l'ottima colonna sonora del film, realizzata dal musicista Mario Nascimbene; di quest'ultima rimane impresso il tema principale, che si ascolta durante un ballo improvvisato nella casa della donna durante una sera estiva: qualcuno dei ragazzi fa partire un disco, quindi Carlo chiede a Roberta di ballare insieme a lui, e la donna accetta; proprio in quel momento l'amore tra i due si palesa, facendo diventare questa scena la più coinvolgente e memorabile dell'intera pellicola.
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