La messa è finita è stato il film che, per la prima
volta, mi ha fatto apprezzare il cinema di Nanni Moretti. Prima di questa, non
avevo mai visto interamente alcuna opera del cineasta romano; quando,
all'uscita nelle sale, vidi i trailer
del lungometraggio, fui molto sorpreso di trovare l'attore-regista nei panni di
un religioso, poiché, fino ad allora, quei panni non mi parevano consoni al suo
pensiero. Ma appena cominciai a vedere il film, subito mi resi conto di come li
vestisse perfettamente, quei panni, e quanto fosse interessante e coinvolgente
la storia di quel parroco che, trasferitosi da un'isola ad una parrocchia posta
all'interno del quartiere dove era nato, e dove risiedevano ancora i suoi
familiari ed i suoi amici, prova in tutti i modi a rendersi utile, ad aiutare e
ad amare le anime della sua comunità, non riuscendovi mai. Trova, infatti, un
mondo che non riconosce più, pieno di persone che hanno scelto strade
sbagliate, che mostrano un'indifferenza totale ai tentativi del sacerdote di
dissuaderli dai loro propositi; un mondo, alla fine, dove dominano l'egoismo,
il menefreghismo, la stupidità, la falsità e la prepotenza. Ma il religioso non
si arrende facilmente allo stato delle cose, e reagisce in modo rabbioso,
provandole tutte per cambiare delle situazioni che non può tollerare, come la
relazione extraconiugale dell'anziano padre; l'intenzione di abortire della
sorella; la scelta d'interrompere qualunque relazione sociale dell'amico ecc.
Però, malgrado gli estremi sforzi, il sacerdote finirà per rassegnarsi al fatto
che gli è impossibile porre qualunque rimedio alle scomode e spiacevoli realtà
del suo quartiere; il suicidio della madre sancisce il suo fallimento totale, e
costringe il prete a dire addio alla sua gente. Se non è il più bello, è
senz'alto tra i migliori film di Moretti; possiede molte qualità, anche
decisamente differenti tra loro: è nello stesso tempo profondo e spassoso,
drammatico e comico, accusatorio e compassionevole. Insieme a Bianca, uscito due anni prima, La messa è finita rappresenta
sicuramente una svolta nella cinematografia di Moretti, che, nei primi film,
non si era mai cimentato in vicende che avevano risvolti altamente drammatici.
E' anche una chiara accusa nei confronti della società moderna, che disumanizza
chiunque, causando incomunicabilità e, di conseguenza, solitudine. E, poiché è
evidente che nella solitudine diventa quasi impossibile trovare un minimo di
felicità, il regista-sacerdote esorta i suoi conoscenti alla vita in comunità,
malgrado le difficoltà che quest'ultima comporti, perché è solo stando insieme
agli altri che è possibile gioire, amare e vivere serenamente; quindi ammonisce
tutti coloro che scelgono di vivere da soli. Dopo aver visto questo film, volli
approfondire l'intera produzione cinematografica di Moretti, e perciò cercai
tutte le pellicole che non avevo ancora visto o che avevo visto solo
parzialmente, scoprendo l'enorme talento dell'attore e regista romano, che da
quel momento seguii costantemente, ogniqualvolta uscisse nelle sale un suo
nuovo film. Sembra strano, ma La messa è
finita, in quanto a premiazioni, ottenne soltanto il Leone d'argento al
festival di Berlino. Certamente avrebbe meritato molto di più.
Titolo: La messa
è finita
Nazione: Italia
Anno: 1985
Genere:
Drammatico
Regia: Nanni
Moretti
Cast: Nanni
Moretti, Ferruccio De Ceresa, Marco Messeri, Margarita Lozano, Eugenio
Masciari, Enrica Maria Modugno, Dario Cantarelli, Vincenzo Salemme, Luisa De
Santis, Pietro De Vico, Roberto Vezzosi, Luigi Moretti.
Durata: 94 minuti
CITAZIONE
"Parto, vado
molto lontano, in un posto dove c'è un vento che fa diventare pazzi e dove
hanno bisogno di un amico. Qui non ci posso più stare, e per voi mi sono reso
conto che non posso fare nulla; ho provato, ma non ce l'ho fatta. Spero sarete
capaci di perdonarmi. La mia vita è bella, perché sono stato molto amato; io
sono un uomo fortunato".

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