lunedì 23 luglio 2018

"Domenica, maledetta domenica" di John Schlesinger


Forse è stato uno dei primi film ad occuparsi di argomenti allora ritenuti scabrosi, e non meraviglia il fatto che il regista sia il britannico John Schlesinger, autore, due anni prima di questo, di un altro lungometraggio "scandaloso": Un uomo da marciapiede, grazie al quale ottenne l'oscar come miglior regia. Malgrado si fosse già trasferito negli USA da alcuni anni, per girare Domenica, maledetta domenica Schlesinger tornò nel suo paese nativo, forse perché negli Stati Uniti ancora non c'era abbastanza libertà da garantirgli il consenso della censura; d'altronde, nel medesimo anno, anche il grande Stanley Kubrick andò in Inghilterra a girare il memorabile Arancia meccanica. Il film parla della doppia relazione di un giovane artista con una donna divorziata più grande di lui e con un medico di origine ebraica; in questo inusuale triangolo il giovane si districa dedicando un po' di tempo a ciascuno dei suoi amanti, fino al giorno in cui decide di trasferirsi a New York, abbandonandoli entrambi. I protagonisti della pellicola sono, più che il ragazzo, i due attempati spasimanti. Si rimane colpiti favorevolmente dai risvolti psicologici, dagli episodi più o meno intensi che si susseguono nelle due settimane in cui si svolge la vicenda, e dall'umanità dei personaggi principali. Mirabili le interpretazioni di Peter Finch e di Glenda Jackson, che pure si trovano a recitare insieme soltanto nel finale del film; ottima la regia di Schlesinger.



Titolo: Domenica, maledetta domenica
Nazione: Gran Bretagna
Anno: 1971
Genere: Drammatico
Regia: John Schlesinger
Cast: Peter Finch, Glenda Jackson, Murray Head, Peggy Ashcroft, Maurice Denham, Tony Britton, Bessie Love, Vivian Pickles, Frank Windsor.
Durata: 108 minuti.

CITAZIONE
Quando uno va a scuola e si lamenta, tutti gli dicono: «Vedrai quanto è peggio la vita!» Io non volevo crederci, e avevo ragione; a quell'età non vedevo l'ora di diventare grande. E dicevano: «La fanciullezza è l'epoca migliore della vita», ma non è vero... Adesso che voglio la sua compagnia loro dicono: «Dato che devi dividerlo, meglio non averlo affatto», e io dico: «Sì, questo lo so, ma mi manca. Ecco tutto»; loro dicono: «Non ti ha mai reso felice», e io dico: «Ma io sono felice, a parte che mi manca». Diciamo che è come se avessi un po' di tosse... In tutta la vita ho sempre cercato una persona coraggiosa, piena di risorse: lui non lo è, però è qualcosa; noi eravamo qualcosa... è solamente un po' di tosse.

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