Questo film, le cui strane peripezie sono poco note, mi piacque molto, sia per l'argomento trattato che per le atmosfere di cui si compone. Pur essendo considerato un capolavoro della cosiddetta Novelle vague, Il segno del leone non arrivò mai nelle sale cinematografiche italiane e fu trasmesso per la prima volta in TV dopo ben venti anni dalla sua uscita. Perfino in patria uscì tre anni dopo la sua realizzazione. È il primo film di Eric Rohmer: regista francese di grande talento che avrebbe ottenuto grandi soddisfazioni e riconoscimenti molti anni dopo. Si tratta della controversa storia di un artista in difficoltà finanziarie che, improvvisamente, viene a conoscenza di avere ereditato una grossa somma di denaro dalla zia, ma che in seguito a una serie di imprevisti e di coincidenze avverse si ritrova a vivere come un barbone. Da questo momento, così drammatico, comincia la parte migliore del film in cui si vede il personaggio principale che si aggira disperatamente nelle strade, nei mercati e nei parchi di una Parigi estiva assolutamente indifferente alla vicenda del povero artista. Il finale, a sorpresa, lascia un po' interdetti e rende la storia assai poco credibile. Rimane comunque un gran bell'esordio questo film per Rohmer, e mi sembra, insieme a Il raggio verde, la sua opera migliore.
Titolo: Il segno del leone (Le signe du lion)
Genere: Drammatico
Nazione: Francia
Regia: Eric Rohmer
Cast: Jess Hahn, Van Doude, Jean-Luc Godard, Stéphane Audran
Durata: 100 minuti

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