martedì 11 agosto 2015

Ricordando Robin Williams con due grandi film

Oggi è stato ricordato, in occasione del primo anniversario della sua scomparsa, l'attore statunitense Robin Williams. Ammetto che non lo ritengo tra i migliori attori cinematografici, e raramente ho apprezzato film in cui era protagonista. Alla fine, pensandoci bene, ne salverei soltanto due: "L'attimo fuggente" e "Risvegli". Il primo è un lungometraggio del 1989 diretto dall'australiano Peter Weir in cui Williams interpreta un professore di lettere "rivoluzionario" che, avuta una cattedra di un collegio altamente tradizionalista, sconvolge completamente i metodi d'insegnamento ottenendo, tra i suoi allievi, ottimi risultati.
"Risvegli" è un film di Penny Marshall del 1990, tratto da un libro del neurologo Oliver Sacks, nel 1969 sperimentò un nuovo tipo di farmaco sui suoi pazienti malati di encefalite letargica. Grazie a tale sperimentazione, incredibilmente, soltanto per un breve periodo di tempo, i pazienti mostrarono dei miglioramenti netti, che da uno stato letargico (da cui il nome della malattia) passarono ad uno di perfetta normalità.
In entrambi i film, come già detto, il protagonista è un rivoluzionario, uno sperimentatore che, tra lo scetticismo, lo sdegno e l'ilarità generale, riesce ad ottenere delle soddisfazioni inopinate. Però, tutto l'entusiasmo creatosi a seguito di tali cambiamenti in positivo, nel giro di poco tempo scompare e riappare il dramma di una realtà cruda, dove sia il professore che il medico possono ben poco.
Nel caso di "Risvegli", accanto alla bravura di Williams, emerge anche e soprattutto quella di Robert De Niro: paziente principale del neurologo-sperimentatore.


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