sabato 12 maggio 2012

Le lettere de "I fidanzati" di Ermanno Olmi

1° LETTERA DI GIOVANNI
Nella lettera che mi hai scritto mi mandi solo notizie di mio padre e non mi dici niente di te. Come stai? Come va il morale? Perché non mi hai scritto? Sono 15 giorni che ti ho mandato la cartolina e ancora non mi hai risposto. Il mio indirizzo è sempre lo stesso, quello della pensione, l'ultimo che ti ho mandato. Salutami tutti e a te: una bacio.


1° LETTERA DI LILIANA
Caro Giovanni, ho ricevuto la cartolina, poi la tua lettera, non ti ho risposto subito perché non sapevo se veramente desideravi che ti scrivessi ancora; quando ho ricevuto la tua lettera ho avuto un po' di paura, volevo aprirla subito ma mi mancava sempre il coraggio, mentre salivo le scale ero emozionata e felice, poi improvvisamente, ho avuto quasi spavento di questa mia felicità, mi è presa una paura, non so perché, ho pensato di tutto, e i pensieri brutti erano tanti, più di quelli belli, ho pensato persino che quella potesse essere l'ultima tua lettera. Ho avuto paura, lo confesso, avevo perso la fiducia e anche la speranza, e adesso mi dispiace di aver pensato male di te. Sono stata a trovare tuo padre che sta bene e che mi ha detto di salutarti tanto, adesso la sera si mette davanti l'uscio della signora Seminari che tengono aperto perché fa caldo, e così vede la televisione, meno male che con questa scusa non va all'osteria.


2° LETTERA DI GIOVANNI
Carissima Liliana, qui è venuto giù un caldo terribile, sessanta gradi al sole e quarantacinque all'ombra, si sta bene solo nei locali della scuola aziendale perché hanno messo l'aria condizionata, chissà che caldo farà anche lì. Alla sera vai ancora a ballare? Io qui non ci sono più andato, non ci sono sale da ballo; ma non è solo per questo, io ero affiatato a ballare con te e con le altre non mi trovo, anche la domenica non mi trovo, vado un po' di qua un po' di là, e poi senza neanche la moto non so dove andare... Scrivimi appena puoi che mi fa piacere quando arrivo a casa la sera e la padrona della pensione mi dice che è arrivata posta. Saluti a mio papà e a tutti, a te un bacio.


2° LETTERA DI LILIANA
Caro Giovanni, quanti giorni sono passati dalla tua partenza! Più di due mesi ormai, e da allora non ho voluto più andare a ballare, non volevo tornare alla speranza, non volevo rivedere i nostri amici anche perché temevo mi chiedessero di te, magari con sorrisetti maligni, sai come fanno? E io mi sarei vergognata... E poi ti ricordi che eravamo lì insieme... Si può dire che ci siamo conosciuti proprio lì quando venivo a accompagnare mia sorella maggiore, avevo 15 o 16 anni, ti ricordi? E tu eri appena tornato da militare. Non te l'ho mai detto, ma la prima volta che mi hai chiesto di ballare io ti dissi di no perché non ero ancora capace, e allora mi sono fatta insegnare in casa, dalle mie amiche, così tutte le sere aspettavo che tu me lo chiedessi di nuovo. E da allora quanti altri ricordi! Belli e brutti, e figurati che da quando sei partito anche quelli brutti mi sono diventati cari, e tutti insieme a volte mi facevano venire una gran voglia di piangere, ma non volevo piangere, volevo farmi forte, e allora facevo le prove a rassegnarmi, casomai tu non avessi più voluto ritornare, e cercavo di respingerti e di cancellarti dai miei pensieri; ma adesso per fortuna è tutto cambiato e i tristi pensieri mi sembrano già lontanissimi.


3° LETTERA DI GIOVANNI
Che belle lettere che mi scrivi Liliana, e come dici bene le cose che vuoi dire! Io non sono così bravo, e forse non riesco a dirti tutto, però sono sicuro che mi capisci lo stesso, perché vedo che le cose che mi scrivi sono le stesse che provo io, e tu le dici anche per me.


3° LETTERA DI LILIANA
Lo sai, Giovanni? Forse questo viaggio ha fatto bene a tutti e due, forse è stata proprio questa lontananza che ci ha aiutati a capire tante cose. Quanto tempo è ormai che siamo fidanzati! Quanti anni! Più che fidanzati, tu lo sai, eppure non ci siamo mai confidati, non ci siamo mai parlati come ci si doveva parlare; ognuno si teneva i propri pensieri e ci si accontentava di stare insieme, ma forse questo nostro stare insieme era diventata solo un'abitudine, e non ci eravamo accorti di essere tornati soli. Siamo molto più vicini adesso; l'ho capito quando, ripensando a tutti i nostri momenti passati insieme, mi sembra di ricominciare tutto da capo, di rivivere le stesse cose ma come se fossimo diversi tutti e due: migliori.


Una scena del film "I fidanzati"
(da questa pagina web)


Nessun commento:

Posta un commento