Non sono mai stato un ammiratore di Woody Allen, anche se qualche suo film non mi è dispiaciuto. Ho rivisto dopo circa un anno "Blue Jasmine", lungometraggio diretto proprio dal cineasta newyorkese, e sono di nuovo rimasto entusiasta, sia della vicenda qui narrata sia dei personaggi ottimamente interpretati da attori perfetti nei ruoli affidatigli (presumo che il motivo di tale bravura sia da ricercare anche e soprattutto nella direzione di Allen). La protagonista è una donna di mezza età, ancora affascinante, che si chiama Janet ma ama farsi chiamare Jasmine; coprotagonista è la sorella adottiva (lo sono entrambe), di nome Ginger: meno bella di Jasmine, ma più assennata. Il film inizia con l'arrivo di Jasmine nella modesta casa della sorella, a causa di seri problemi finanziari nati a seguito dell'arresto e del successivo suicidio del marito: un facoltoso uomo d'affari che si era arricchito grazie ad una serie di truffe ai danni di ingenui malcapitati, attratti dalle lusinghe d'investimenti assai proficui, paventati proprio da Hal (questo è il nome del defunto marito di Jasmine). Il lungometraggio alterna scene del presente e del passato della avvenente donna; nelle prime le due sorelle vivono le loro differenti situazioni economiche, sociali e sentimentali in modo differente. Ginger, dopo la separazione da Augie, suo precedente marito - proprio a causa di un malaugurato investimento consigliatogli da Hal, che ha avuto come conseguenza la perdita di una notevole somma di denaro acquisita dalla ex coppia a seguito di una vincita alla lotteria - ha una relazione con Chili: un modesto meccanico che la ama moltissimo, ma che certo non gli può offrire più di tanto, a parte l'amore sincero che prova per lei; Jasmine prova a rifarsi una vita propria, trovando un lavoro da segretaria presso uno studio dentistico e, nello stesso tempo, frequentando un corso serale per apprendisti d'informatica. Nelle scene relative al passato delle due sorelle, si mette in risalto la personalità di Jasmine: una donna che ama il lusso e disprezza la povertà; che si disinteressa dei modi in cui il marito si è arricchito, ma che si adagia tranquillamente nella vita opulenta e fastosa di un ambiente molto benestante; che neppure si accorge - al contrario della sorella - dei continui tradimenti di Hal (lo viene a sapere molto tardi); che contribuisce direttamente a coinvolgere in un disastro finanziario (a causa di investimenti inopportuni) il marito di Ginger, il quale proprio a causa di questo fatto lascia la moglie. Ma Jasmine combina guai anche dopo la fine del suo matrimonio, conclusosi tragicamente dopo il suicidio di Hal in prigione: dà nuovi, cattivi consigli alla sorella che l'ha accolta in casa malgrado tutto, incitandola a lasciare il suo fidanzato per cercane un altro che sia di un rango sociale più elevato; il risultato è che Ginger abbandona Chili e inizia una relazione con un uomo: Al, conosciuto durante una festa; questo rapporto però si sgretola dopo pochissimo tempo a causa delle bugie di Al, che, messo alle strette, rivela a Ginger di essere sposato. Nel frattempo Jasmine conosce a sua volta un uomo assai benestante: Dwight; ma dopo gli ottimi presupposti che farebbero pensare ad una relazione salda e duratura tra i due, Jasmine commette l'errore fatale di tenere completamente nascosto il suo passato matrimonio a Dwight, che viene però a sapere tutto dopo un casuale incontro con Augie, il quale esterna a Jasmine tutto il suo risentimento per il patrimonio dissoltosi a causa di nefasti investimenti consigliatigli da lei e da Hal. Jasmine si ritrova di nuovo sola, e quando torna nella casa di Ginger scopre che la sorella è tornata con Chili. Sempre più provata e insofferente, s'imbottisce di psicofarmaci e di alcolici per poi lasciare definitivamente la casa della sorella. Il film termina con Jasmine che si ritrova in strada e, seduta su una panchina di un parco, parla da sola. È soprattutto il finale che mi ha sorpreso e intristito: Jasmine era una donna bellissima, che poteva avere tutto dalla vita, ma a causa della sua dissennatezza si ritrova senza niente. Penso che Allen, nel creare questa storia si sia ispirato a persone realmente conosciute, e credo che ve ne siano tante, anche ai giorni nostri. L'attrice Cate Blanchett, nei panni di Jasmine, è semplicemente perfetta, ed ha senz'altro meritato l'Oscar come migliore attrice protagonista del 2013.